mercoledì 28 maggio 2014

L'equilibrio di un istante magico


Starlet_eyes Photography
Stava lavorando, quando iniziò a immaginare il mare. Il suo sguardo, all’apparenza irremovibile dalla magnificenza di un tramonto, si spostò verso il castello di sabbia più bello mai costruito. Mai visto.

Aspettava agitata la fine del turno. Forse avrebbero solo fatto due chiacchiere. Forse avrebbero mangiato qualcosa. O semplicemente parlato un minuto. Non importava. Qualsiasi cosa fosse, sentiva che sarebbe stata perfetta.


- Se esistessero delle parole per spiegare con semplicità. Se fosse possibile, con le parole, trasmettere il valore di quel tempo condiviso. Parlare, in termini assolutamente emotivi, di un viaggio in macchina, di un pranzo, di una passeggiata. Se fosse possibile dire quello che è successo. Dentro. E tutto intorno. Lo farei. Vi descriverei i ravioli con la panna e l’insalata, la tovaglia con le erbe aromatiche stampate sopra. Parlerei dell’orologio appeso alla parete. E di tutto il resto. Ma tutto questo non rappresenta, non racconta, non stampa addosso a nessuno il contenuto, la materia, la sostanza di quello che è successo quel pomeriggio di primavera. Dal cielo azzurro. Dal vento sottile.

Aveva capito di essersi innamorata, appena prima di salutarla. Quando si rese conto che le sarebbe mancata da subito. E poi, durante ogni secondo, fino al giorno successivo. Fino a quando l’avrebbe rivista. E anche perché pensò che, con lei, sarebbe stato bello fare qualsiasi cosa. E avrebbe usato ogni mezzo per fare in modo che questo accadesse. E inoltre, perché ogni volta che camminavano insieme, desiderava tenerla per mano.

Fu mentre era seduta su quel muretto, il giorno prima, che decisero di uscire. Si era convinta che non sarebbe più stato possibile, ma le pareti del suo stomaco si sciolsero, scaldate dal fruscìo di quelle ali, colorate, timidamente isteriche. Uscirono, volarono ad un ritmo di musica quasi perfetto. Nell’equilibrio di un istante magico. Nell’energia di un sorriso ammaliante e fascinoso. Nel sentiero sconfinato di due occhi vestiti di vita. Fu su quel muretto, tra le parole dette e quelle non dette, che le farfalle volarono.

Mentre erano sedute, le separava solo qualche centimetro di resistenza.
Il meccanismo dei riti si riattivò quando intuì che, stando con lei, si erano ricongiunte di nuovo tutte le parti rotte. Da quel momento sapere quando prepararsi il cuore diventò essenziale, indispensabile.

- È bello sapere che l’amore abbatte tutte le barriere. Tutti i muri costruiti. E le corazze di ferro. E’ bello respirare l’infinito in un minuto anche quando pensavi di aver perso le speranze. La sua forza e la sua energia, quando vivi di respiri, di ossigeno, di attimi e di verità, diventano talmente forti che ti sembra di rinascere. Ami, e ti senti come i papaveri quando nascono dal cemento, come un miracolo.