giovedì 24 aprile 2014

Ho preso le stelle dai tuoi occhi

Starlet_eyes Photography
Ogni cosa segue il suo naturale processo. C’è il continuare. L’eliminazione. Ci sono le svolte. I fermi immagine. C’è quello che è sempre stato e che rimarrà per sempre.

Sono stati i tuoi sorrisi a farmi questo. E’ stato tutto quello che hai detto. E’ stato tutto quello che ho creduto possibile.

Era. Tutto. Vero.
O era tutto.
Solo. Semplicemente. Pura. Utopia.

Ricordo la prima volta che ti ho vista. Mi ricordo bene la tua testa, mentre la mia smise di funzionare.
Ti fissai. Mentre il tempo smise di esistere. Non riuscivo a credere a quello che avevo trovato. Nulla più poteva abbattermi. Tranne te. Eccetto te.
Ricordo il primo contatto. La tua mano, sul mio bracciale. L’energia. La vita. L’amore. Improvviso.
Ricordo il primo abbraccio. Vicino all’auto. Ricordo il tuo cuore, vicino al mio.
Ricordo di essermi sentita a casa.

Una stella cadente è caduta dal tuo cuore ed è atterrata nei miei occhi.

Ho gridato forte, mentre mi penetrava, ed ora mi ha lasciato cieca.


Le tue verità, in quelle parole, racchiuse in uno sguardo, racchiuse in un sorriso.
Dopo, il muro. Che mi sono costruita intorno, per chiudere dentro il tradimento e la solitudine.
Per chiudere tutte le porte a qualsiasi altro si fosse presentato davanti al mio cuore.
Ho acceso un fiammifero per ridurre tutto a cenere. Ho danzato attorno alle fiamme. Davanti a loro.
Ho combattuto, sopportato le cicatrici, camminato a testa alta e pagato le mie pene. Restando sola.

Sola.

Ma resta il riflesso di uno specchio, che in quel muro può entrare come se nemmeno esistesse.
Per te non esistono porte. Esiste tutto. Esisto IO. Punto e basta.

Le stelle, la luna, sono tutte state buttate giù. Mi hai lasciato al buio. Nessuna alba, nessun giorno. Sono sempre al crepuscolo. All’ombra del tuo cuore.

E voglio sentire, che hai da dire su di me.
Sentire, se hai intenzione di vivere senza di me.

Mi ricordo di dicembre, quando mi dicesti che non potevi sopportare la mia assenza.
Quando tornasti. Per farmi credere che non saresti andata via mai più.


Ho preso le stelle dai tuoi occhi, e poi ne ho fatto una mappa. E sapevo che in qualche modo avrei trovato la via del ritorno. Poi ho sentito il battito del tuo cuore, eri anche tu nell’oscurità.

Perciò sono rimasta nell’oscurità con te.


I tuoi muri sono eretti. Troppo alti da scalare. Ma riesco ancora a sentire il tuo cuore. E non lo maltratterò mai più. Lo prometto.
I miei muri sono eretti. Ma se vuoi entrare devi solo bussare. Sono qui, per riprenderti ogni volta.
Mentre cerco ancora di capire quale pezzo ho perso, voglio sentire che hai da dire su di me.
Sentire, se hai intenzione di vivere senza di me.