martedì 7 aprile 2015

Credo di aver visto Dio

Foto di valentinanonseitu
Credo di aver visto Dio.
Anzi ne son certa…in piedi sulle Cliffs of Moher, a due metri dallo strapiombo, in una mano la corda gelida che pone il limite invalicabile del coraggio e, nell’altra, un fazzoletto inzuppato di emozioni.

I cieli d’Irlanda sono magici, di una magia che puoi comprendere solo se la vivi, i cieli d’Irlanda sono guerrieri erranti, sempre in movimento, in mutazione, portano con sé la bellezza della perfezione, il passaggio delle stagioni in sole 24 ore, un turbinio di colori e sensazioni che ti bruciano l’anima.
Come dicevo ho visto Dio.

Tra la fiumana di turisti impegnati a non farsi sorprendere dalle folate violente di vento, mi son sentita sola. Padrona di quel posto epico, highlander del ventunesimo secolo, sopravvissuta alla bolgia tecnologica e ancora legata ai vecchi valori, alla semplicità e alla forza di un fiore cresciuto tra le rocce.

Per un secondo, o forse meno, in un coriandolo di tempo, il cielo si è fermato.
Ho visto la sua potente mano trafiggere le nuvole in un fendente letale e farne discendere
profluvi di luce.

“Allora esisti!” una voce mi è rimbalzata dentro, tra la calotta vuota del mio cranio, epurata da ogni imperfezione umana, sanata da ogni paura primordiale.
Tu, unico dittatore originale, tu avido più dei figli che hai generato, hai fatto credere a noi di poter scegliere il luogo della nostra venuta al mondo e ti sei tenuto l’angolo migliore.

Poi tutto è tornato a scorrere, il vento ha riiniziato a spingere prima verso la terra, poi verso il vuoto, in un ritmo scombinato e incessante.


E tu, Dio mio, ti sei goduto gli sguardi ebeti sui nostri volti e il tuo orgasmo divino è comparso in fiocchi spumosi e salmastri, dall’acqua al cielo, dal cielo alla terra per poi dissolversi, sull’erba verde, in un seme sterile.