giovedì 29 gennaio 2015

Che il viaggio sia buono

Foto di NaiMarta
La sacca della flebo si staglia arrogante contro la parete di un verde sbiadito e ipocrita.


Le gocce scendono, impietose. 
Una, due, tre. Un ritmo che confonde, che sposta i pensieri. 

Dal vetro opaco della finestra, brandelli di cielo rimandano a orizzonti proibiti. 

I ricordi si spingono, si scavalcano. Ognuno di essi vuole essere il primo, il piu’ importante, il piu’ bello.
Non si rendono conto di quanto siano fragili, ora.

I ricordi condivisi sono invincibili, sono eterni. Quelli che non possono piu’ specchiarsi nella memoria di un altro, no. Sono appesi ad un filo sottile. 

Basta un po’ di vento, un’oscillazione improvvisa dell’anima e il filo si spezza. I ricordi scivolano, innocenti, e si perdono. 

Le lacrime scendono, impietose. 
Una, due, tre. Un ritmo che consola, che sposta il dolore.

E nella testa quella canzone dei Modena, ascoltata così tante volte insieme che il nastro si era consumato.

Lei gli disse che il viaggio sia buono. Lui rispose soltanto, lo sarà.