lunedì 17 novembre 2014

Notte sbagliata

Foto di NaiMarta
Un buio così non l’aveva mai visto prima. Una notte liquida, flessuosa come una musica che scivola via tra i vicoli stretti della città vecchia.

Solo che non era notte. 
Non lo era affatto, era mezzogiorno passato.

Quella mattina il sole non si era alzato.

Nessun chiarore che anticipa l’alba, niente fuochi fatui all’orizzonte. Solo quelle stupide insegne al neon, violente come grandine. 

Si guardò intorno con l’aria di chi torna da un lungo viaggio e vide che nessuno oltre a lei sembrava fare caso a quella notte sbagliata. Sospetto, paura. Certezza.

Il buio non era fuori.
Il buio era solo nella sua testa.

Davanti a lei un bambino fermo ad osservare il suo futuro riflesso in una pozzanghera, indeciso se saltarci dentro oppure scappare lontano.

Lei avrebbe scelto di scappare. Sicuro. Il futuro le faceva paura; temeva che potesse ricalcare con mano pesante il passato, ridefinendone ancora meglio i contorni e replicandolo in scala 10:1.

Si passò una mano trai capelli, cercò di togliere una piega dalla camicia come se volesse cancellare i segni lasciati da tutte quelle parole urlate, sussurrate, scritte, immaginate.

Pensò che non avrebbe commesso ancora lo stesso errore. 
No, non l’avrebbe fatto di nuovo.