lunedì 28 luglio 2014

Il tempo (s)fugge

Foto di Nena

Ieri, oggi, domani. 
Si potrebbe vivere come se il tempo non passasse. 


Ogni giorno potrebbe essere identico a quello precedente.

Alla fine è una mera condizione mentale.

Si è vero le lancette degli orologi camminano, e anche in fretta, ma siamo noi a consentire al tempo di renderci schiavi.

Vorrei vivere come vivevano una volta, con il ritmo della terra e del sole, quando le note della giornata erano scandite dal cinguettio degli uccellini, dal sorgere del sole, e la sveglia era un gallo in cortile che cantava.

Il nostro corpo in completa sincronia con la natura lavorava, si stancava e riposava.
Lo stress non esisteva e la vita trascorreva come un ruscello nel suo tragitto.
Talvolta mi osservo.
Sono spettatrice di me stessa.

Assisto alle mie incazzature, 
scleri, 
rotture di scatole. 

Poi penso: "tutta questa energia impiegata in questo modo a favore di quale magnifica ricompensa la metto in gioco?"

NESSUNA

Allora torno ad osservarmi, e immagino che al posto di utilizzare in maniera così (in)utile la mia energia, io mi impegni a fare una qualsiasi cosa che mi faccia stare bene, che mi piaccia, che mi dia soddisfazione, e allora mi domando quanto potrei avere in cambio ...

MOLTISSIMO

Maledico il dio denaro.

Maledico questo capitalismo.

Maledico quest'era fatta di leggi (in)utili, 

leggi fatte solo per farci vivere nel recinto, con la convinzione di essere uomini liberi, non più schiavi come i contadini ignoranti di un tempo.

Poveri noi, ILLUSI!

Rivoglio quell'ignoranza,

rivoglio quella semplicità,

quelle poche regole con le quali si era capaci di stare al mondo.



(Non) voglio una legge che vieta ai bambini di giocare nei cortili,(Non) voglio una legge che mi dica se posso mangiare o meno un panino per la strada,(Non) voglio le sbarre al parco giochi, (Non) voglio avere una marea di cose che non servono a nulla.


(Ri)voglio quel niente che era TUTTO!


(Ri)voglio la possibilità di scegliere il ritmo del mio orologio, del mio tempo.