martedì 20 maggio 2014

Vendesi

Starlet_eyes Photography 
Vendesi. Il cartello mezzo mangiato dalla pioggia incessante di quell’inverno infinito gli era passato davanti agli occhi centinaia di volte, ma non ci aveva mai fatto veramente caso. Era stata una giornata difficile, di quelle che ti lasciano appiccicata un’insoddisfazione densa; Luca stava rientrando dal lavoro. Un lavoro tanto odiato quanto necessario a garantirgli i soldi per pagare l’affitto di un appartamento troppo piccolo per contenere lui e la sua solitudine. 


Un fallito. 

E’ cosi’ che Luca si era sempre considerato. 

Quarant’anni, una carriera praticamente inesistente, nessuna famiglia da cui tornare la sera, un paio di amici e nemmeno un cane da portare a correre nel parco. 

Guidando verso casa stava ripensando alla disastrosa riunione delle nove e seguendo il filo dei suoi pensieri era arrivato non ad Arianna come da tradizione, ma a Sofia come sempre.  Erano giovani e a vent’anni tutto è concesso, anche i sogni. Luca aveva l’anima stropicciata e lei era stata una delle poche che invece di ostinarsi a voler togliere le pieghe aveva cercato in tutti i modi di fargli capire che proprio quelle pieghe erano la sua forza. 

Lui ci aveva provato per un po’, ma nuotare contro corrente senza avere lei accanto era troppo faticoso; aveva lasciato che tutto gli accadesse intorno senza mai correggere il tiro, scegliendo di non prendere posizione. Mai.

A che scopo? A cosa sarebbe servito? 
Se lo chiedeva, a volte. 
Non aveva nulla per cui valesse la pena di emergere, di schierarsi, di brillare. 

Sofia se n’era andata per un’anno intero; aveva sete di un’aria diversa e di nuove possibilità. E un’anno intero quando ne hai venti puo’ essere eterno, se sei a casa ad aspettare. Lei era tornata davvero come gli aveva promesso, anche se lontano da lui non solo non aveva trovato quello che cercava, ma aveva perso anche se stessa. Insieme non funzionavano piu’, allora si erano salutati con un bacio leggero.

Quella sera, vent’anni dopo, mentre rileggeva mentalmente il romanzo della loro storia, aveva notato lo sfondo rosso del cartello e subito dietro, la casa. Senza sapere esattamente perché, aveva accostato. 

Era sceso dalla macchina, con l’aria stupita di un bambino che per la prima volta si vede allo specchio, si era avvicinato al cancello e aveva osservato per un tempo interminabile la villetta anni venti con le persiane storte, l’intonaco scrostato, il muschio agli angoli della porta.

Sofia avrebbe adorato quella casa. 
Senza sapere esattamente perché, aveva pianto. 
Senza sapere esattamente perché, aveva tolto dalla tasca della giacca uno scontrino stropicciato e ci aveva scritto sopra il numero dell’agenzia immobiliare.