venerdì 16 maggio 2014

Morte a colori

Olio su tela di Giardino Zen
E se la morte fosse a colori?

Stare al buio in una bara non sarebbe poi così orrendo. Il corpo sarebbe rinchiuso fra quattro assi di legno (ironico, considerando che trascorriamo gran parte della vita rinchiusi fra quattro mura. Da morti cambia solo il materiale), ma la mente potrebbe andarsene lontano, verso l'azzurro del cielo ed il verde dei campi. 

Sarebbe bellissimo, se la morte fosse a colori. Spero che lo sia davvero, perché sono stanco di starmene chiuso in questa dannata bara. 

"Basta che mi paghi la roba e non avrai mai guai con me" mi aveva detto il pusher. Però non ho seguito il suo consiglio, perché non avevo un soldo. Immagino che cinquecentomila euro siano una bella somma perfino per un riccone, ed io non potevo proprio permettermi di pagarli. Credevo che mi avrebbero picchiato per persuadermi a dar loro ciò che dovevo con gli interessi, ma non è andata così. Probabilmente si sono resi conto che non c'è la minima possibilità che io paghi, altrimenti non mi avrebbero sepolto.

Sepolto vivo. 

Si sta stretti qui, ma non è un grosso problema. Tanto sto malissimo, non riuscirei a muovere un muscolo. L'unica cosa che mi rende nervoso è il buio. Nero dappertutto. Io sono un pittore, dannazione, ho bisogno di colori, e loro me li hanno tolti. La mia unica speranza è rivederli, e siccome davanti a me non c'è altro che la morte, spero che almeno lei non sia nera. 

Spero proprio che la Morte sia a colori.