domenica 8 dicembre 2013

Tutte le strade portano a te.

La prima volta che ci siamo sfiorate con lo sguardo fu in un caffè al centro di Roma, ma questo non lo avremmo mai ricordato se non fosse stato per quello scatto che ritrovai tempo dopo. Eravamo sullo sfondo di una coppia scintillante, io di tre quarti, lei bellissima e generosa mi regalava un sorriso.
Il primo ricordo cosciente che ho di noi si riferisce a qualche anno più tardi. Lei lavorava come ballerina in un locale in via del Pigneto, molto in voga ai tempi. Io ero lì con alcuni amici per festeggiare la pubblicazione di uno di loro. Mi annoiavo molto e bevevo troppo. Poi è iniziato lo spettacolo. Ho giurato a me stessa e a loro tutti che quella sarebbe stata la donna della mia vita.

Mi avvicinavo ai trent'anni e stavo realizzando che la mia vita era vicina ad una svolta. Il lavoro mi stava dando parecchie soddisfazioni, ero molto brava nel mio campo, una delle migliori. Era giunto il momento di andare a vivere per conto mio.
Cominciai a cercare una casa. Un buco al centro. Era il momento propizio: i prezzi degli immobili erano bassi e le banche avevano ricominciato ad erogare mutui. Mi rivolsi ad un'agenzia immobiliare. Stavo per visitare un monolocale in via dei Serpenti. Una folata di vento, una foglia sulla mia spalla e lei. La riconobbi. Giusto il tempo di voltare l'angolo e sparire nel mercato.

Il giorno del mio matrimonio è stato il giorno più felice della mia vita. Avevo parenti, amici, mio marito. 
Il giorno del mio matrimonio è stato il giorno peggiore della mia vita. Mio marito, gli amici, i parenti. E la claustrofobia. Lo strazio è durato solo cinque anni: ci siamo guardati negli occhi ed abbiamo smesso di prenderci in giro. A me sono rimasti i vinili, lui ha preso il cane.

La mia più cara amica mi ha invitato ad una mostra fotografica in via Margutta, "Sguardi rubati". Un bicchiere di bianco, e che il tour abbia inizio! Lo sguardo mi cade su una foto in bianco e nero. Mi avvicino, mi sembra familiare. Faccio fatica ma poi mi riconosco. Sono giovane e di tre quarti. Una ragazza mi sorride. Siamo sullo sfondo, in basso a destra. Ora ricordo. 
"via Veneto, qualche anno fa. Io sono Angelica, piacere. E' da una vita che ti cerco".