venerdì 13 dicembre 2013

Gelosie color magenta

Il nuovo vicino della mia vecchia vicina-di-fronte ha ridipinto le gelosie.
Prima erano bianche ora sono inguardabili.

Immaginate un casolare a due piani, con una facciata intonacata di bianco ed un vecchio tetto con bellissimi comignoli d'epoca dove si appisolano o chiaccherano volatili di stagione, ringhiera di ferro sbalzato color antracite, soletta e modiglioni in pietra, qualche tramezzo  che spunta e .... alle finestre quattro  belle gelosie di legno color....m a g e n t a.
Esatto! Proprio come una delle quattro cartucce del toner della fotocopiatrice laser.

I primi giorni non mi davo pace. Affacciarmi alle finestre o uscire in terrazzo era un affronto cromatico.
I tenui colori dominanti della mia vista panoramica sono il bianco, l'ocra e il verde degli alberi, l'amaranto dei tetti e l'azzurro del cielo.
Il nuovo arrivato non armonizza con niente e nessuno. Anzi.

L 'estate finita e l'accorciarsi delle ore di luce ha messo un' apparente  pausa tra me e lo sciagurato magenta.  Esco di meno e la visione mi tortura meno e spesso quando vado fuori a fumarmi la dodicesima 'ultima' sigaretta il buio ha già mangiato tutti i colori compreso 'quello'.


Qualche sera fa mi capita qualcosa di nuovo.
M'infilo nel letto e appena appoggio la testa sul cuscino una nuova luce colpisce la mia retina abituata da un decennio soltanto alla sagoma luminosa  e rassicurante della Basilica di Juvara che si erge sulla collina.
Mi accorgo così che la casa con le gelosie color magenta, è illuminata.

Evidentemente i lavori di restauro sono terminati e i nuovi vicini-di-fronte ora ci abitano. Penso.

La nuova luce ha qualcosa di ipnotico che subito non decifro se non dopo aver guardato e riguardato almeno sette volte.

Le gelosie color m a g e n t a sono chiuse ma tutto il loro arrogante rosso combina un effetto ottico e ambiguo con l'illuminazione interna: sembra che anche le stanze siano state pitturate dello stesso colore, una sorta, insomma, di casa rossa. Fuori e dentro.

Imbottita di  fervida fantasia la veduta notturna inizia ad agitarmi fino a levarmi il sonno. Essendo sprovveduta di tende la mia stanza, questa sorta di casa a luci rosse si vede comodamente dal mio letto e per qualche motivo di cui non sono a conoscenza gli abitanti della casa non spengono mai la luce per cui è presto detto che io ci ricami le più morbose novel tutte le sere, da qualche giorno, prima che morfeo spazientito poggi la sua mano sulla mia fronte.
Cosichè la casa inguardabile di giorno, di sera si trasforma in un meraviglioso fondale rouge di teatro dove  personaggi libidinosi escono dalla mia fantasia e vanno ad abitarlo con le loro losche frenesie e...

- Camilla!!! basta scrivere, su da brava, è l'ora della medicina e poi si dorme -

Lei è Maria, la caposala. Ora prendo le mie sette pastiglie, tra tranquillanti, sonniferi e sa iddio cos'altro. In questo ospedale con le sbarre verdi spengono la luce presto. Magari continuo d o m a n i...